Strepito e garbuglio

2015
FOR
double bass
DURATION
16'
COMMISSION
Radio France
FIRST PERFORMANCE
(concert version): 18.5.16, Lyon, Les Rencontres Contemporaines, Florentin Ginot
CATALOGUE NUMBER
S. 15008 Z.
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Audio extracts

CATALOGUE
Strepito e garbuglio - Florentin Ginot, dur. 16:15, unedited live recording, 2015

Score extracts

Introduction

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Strepito e garbuglio è un lungo pezzo per contrabbasso nel quale l’esplorazione della ricca materia sonora offerta dallo strumento (di cui la parola “strepito” esprime le qualità allo stato bruto) si accompagna alla sua progressiva distillazione operata dalla scrittura (testimoniata dalla parola “garbuglio”). Garbuglio che si dipana: da sismogramma di una materia in continuo divenire (instabile perché radicata in frequenze gravi scosse da svariati modi di attacco e incalzate da figure ritmiche che ne mettono in risalto le componenti interne del suono, acute, fino ai più lontani armonici addomesticabili dalle tecniche strumentali, e percorsa da fenomeni inerziali di vibrazione che creano altre voci ancora all’interno della massa sonora) a scrittura musicale che opera la trasformazione di un oggetto sonoro complesso in una struttura contrappuntistica di voci che si delineano poco a poco autonomamente. E strepito che diventa suono. Il contrabbasso è visto come un grande alambicco grazie al quale operare un processo di distillazione: ne vengono presentate varie tappe, in un percorso che consente allo “strepito” di diventare suono organizzato e addirittura canto, e obbliga il “garbuglio” dei segni a farsi scrittura che dipana questa matassa, dà luce alle singole componenti, ne ricostituisce l’ordine interno e le mette tra loro in un equilibrio formale. L’andamento generale è perennemente discendente, malgrado l’accumularsi dei gesti esplorativi della materia tenda a farla lievitare e a spingerla verso l’alto, a immagine del processo di distillazione che comporta una trasformazione della materia di tipo ascensionale, per raggiungere lo stato gassoso, ma che può solo concludersi in un movimento di tipo contrario, cioè discendente, fino al liquido essenziale delle gocce che cadono. La sezione finale del pezzo rappresenta bene questa compresenza di fasi: un movimento di note ripetute ma progressivamente discendenti per quarti di tono e/o semitono, articolato da pizzicati all’unisono che si staccano via via dalla nota di appartenenza “galleggiando” come una terza voce sopra questa discesa inesorabile, punteggiata ritmicamente dal 5°, dal 6° e dal 7° armonico che sbalzano improvvisamente le altezze liberate dalla forza d’attrazione del registro più grave verso quello più acuto, nel quali costituirsi come melodia di un seconda voce in filigrana.
 
S.G. 21.1.16
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