Heur, leurre, lueur

2013
FOR
cello and symphonic orchestra
DETAILED INSTRUMENTATIO
solo cello, 3.3.3.3./4.3.3.1./perc. I.II.III.IV./ harp, strings (14.12.10.8.6.)
DURATION
19'
COMMISSION
Teatro alla Scala
FIRST PERFORMANCE
20.1.14, Milano, Teatro alla Scala, Symphonic Season 2013 - 2014, Francesco Dillon (cello), Filarmonica della Scala Orchestra, Susanna Mälkki (conductor)
CATALOGUE NUMBER
S. 14409 Z.
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CATALOGUE
Heur, leurre, lueur - F. Dillon, Orchestra Filarmonica della Scala, S. Mälkki, dur. 19:06, unedited live recording, 2014

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Introduction

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OR
…o della mutevolezza della visione, della inafferabilità delle cose, della volubilità degli effetti psicologici associabili alla percezione.
Le tre parole francesi che ho scelto per il titolo tengono insieme, in una affinità di suono, queste tre diverse accezioni legate alla mobilità e alla fluidità della visione che, nel caso di questo pezzo, diventano trascolorare continuo da una situazione all'altra e capovolgimento continuo di ruoli tra solista e orchestra.
"Heur", dal latino "agurium" è l'occasione (della visione), la chance: psicologicamente parlando, né buona, né cattiva, ma potenzialemente trascolorante dal positivo al negativo e viceversa, da "bonheur" à "malheur"; "lueur" (lucore) è un filo di luce che conduce la visione all'oggetto, luce che chiarisce e guida; oppure luce che inganna e confonde, come è per la parola "leurre" (esca, illusione, trappola).
Il violoncello è un viaggiatore curioso e inquieto, a volte incauto: sprofonda nell'oggetto della sua visione (l'orchestra che da lui deriva e a lui si rapporta), vi si fonde, confonde e, a volte, perde. La prospettiva per ciò si rovescia: l'orchestra diventa il solista esploratore, il violoncello solista il filo che l'orchestra segue e traduce in visioni ampie e solidamente-illusoriamente concrete, inglobandolo (il violoncello) al suo interno.
Per questo motivo il mio lavoro non è un concerto per violoncello e orchestra. I ruoli di entrambi non sono così nettamente e dialetticamente definiti; la ripartizione in sezioni o movimenti dominati da tali rapporti - in questo caso resi "deboli" - non così chiaramente tracciabile.
 
S.G. (14.9.13)
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